Iosocarmela’s Weblog











Questa ero io.Siamo i genitori di Carmela la ragazzina di tredici anni che nell’aprile scorso è deceduta volando giù dal settimo piano di un maledettissimo edificio del quartiere Paolo VI di Taranto, dopo una serie di violenze ed abusi subiti, ma soprattutto dopo essersi resa conto che nessuno, oltre a noi, la ascoltava e le credeva.

 

All’epoca il fatto ha suscitato enorme scalpore nell’opinione pubblica, tanto da scomodare moltissime personalità, che, per il ruolo istituzionale che ricoprivano (e visti i fatti solo ed esclusivamente per quello), si sono sentiti in dovere di dire la loro.

 

Chi per giustificare la tragedia motivandola con le condizioni “psicologiche” di Carmela (cercando in questo modo di sfuggire alle proprie responsabilità, è più comodo dire era “fuori di testa” piuttosto che ammettere “non siamo stati capaci di aiutarla”), chi invece, come il Ministro Bindi, affermando che il tutto era avvenuto per colpa della povertà e del disagio tipici del sud e soprattutto della nostra famiglia (ma se davvero così fosse ci chiediamo dove sia lo stato e soprattutto cosa fa per evitare che ciò accada), chi ancora si era affrettato a dire che era stato fatto tutto il possibile (senza minimamente mettere in dubbio il suo operato rivelatosi poi nei fatti disastroso ed assolutamente fallimentare e nell’assoluta mancanza di rispetto dei più fondamentali diritti della famiglia) cercando di allontanare da se stesso e dalla istituzione da esso rappresentata tutte le possibili responsabilità.

 

In tutta questa storia, insomma, gli unici che riescono a sentirsi addosso delle colpe siamo noi, anche se siamo stati gli unici a fare di tutto per aiutarla e per salvarla, gli unici a crederle, gli unici a sacrificare tutto il resto per starle vicino, nonostante tutti abbiano cercato di impedircelo.

 

Da allora abbiamo dovuto subire una serie vergognosa di torti ed umiliazioni, chiunque si è sentito in diritto di esprimere giudizi sul nostro conto, alcuni hanno anche tratto dei profitti (si, DENARO!) sciacallando sulla nostra tragedia approfittando della povertà che altri ci avevano cucito addosso, altri hanno calpestato il nostro dolore e la memoria di nostra figlia coprendo i manifesti che commemoravano il trigesimo della sua scomparsa con degli schifosi manifesti elettorali (e se questo per la legge non è un reato credo che per la dignità umana sia una vergogna), altri ancora non sono riusciti a controllare il proprio esibizionismo e la loro mania di protagonismo millantando rapporti profondi con la piccola Carmela e rilasciando interviste a destra e a manca dimostrando così tutto il loro cinismo e la pochezza in quanto a dignità, altri infine hanno cercato di costruire, a tutti costi, un nostro profilo che assomigliasse il più possibile a quello di genitori incoscienti e senza cuore ma soprattutto senza amore per i propri figli, solo ed esclusivamente perché resisi conto di averla fatta grossa nello svolgere il proprio lavoro in modo assolutamente vergognoso ed indegno, e consci che avremmo fatto di tutto (e giuro a mia figlia lo faremo anche a costo di dover lottare tutta la vita per ottenere giustizia), per dimostrarlo e far assumere loro tutte le responsabilità che è sacrosanto che si assumano in questo caso, perché in tutto ciò una ragazzina di tredici anni ci ha rimesso la sua vita, e la sua famiglia, genitori e fratellini hanno perso una persona che, se per gli altri era diventata troppo scomoda, per noi era tutta la nostra vita.

 

Queste sopra elencate sono soltanto una minima parte di tutto ciò che in questi, per noi, lunghissimi mesi, abbiamo dovuto subire, ma c’è moltissimo altro ancora da far venire a galla, al momento giusto e nelle sedi opportune, visto che per ciò ci sono ancora in corso delle indagini, e di certo non vorremmo essere noi con le nostre esternazioni a mettere a rischio l’esito di queste ultime.

 

Tutto ciò ci ha fatto vivere un senso di disgusto verso la città di Taranto (con tutto il rispetto per coloro che nulla hanno a che vedere in questa drammatica vicenda), tanto da portarci a prendere una decisione abbastanza drastica e consapevoli che questa decisione ci avrebbe provocato enormi difficoltà perchè significava troncare per l’ennesima volta con il passato e ricominciare da zero, infatti, abbiamo deciso di trasferirci a Napoli, dove nel frattempo avevamo fatto trasferire la salma di nostra figlia, e dove avremmo potuto se non altro usufruire della vicinanza della famiglia di mia moglie.

 

Tutte le problematiche causate dai fatti accaduti e dalla nostra decisione le abbiamo affrontate, come sempre del resto, da soli senza chiedere niente a nessuno, cercando di rimboccarci le maniche e ripartire imparando a convivere con il dolore atroce che abbiamo nel cuore, soprattutto perché sentiamo il dovere di ritornare ad essere forti per affrontare tutte le battaglie che ci aspettano per dare giustizia a nostra figlia e far si che la sua morte non sia stata inutile, oltre che per poter continuare ad essere dei genitori dignitosi per gli altri nostri due figli che ora più che mai hanno bisogno di noi.

 

La nostra attuale condizione è che viviamo in un monolocale (ricordo che siamo in quattro) di circa 20/25 mq, io sono ancora alla ricerca di un lavoro stabile e mi arrangio con dei lavoretti che di tanto in tanto riesco a trovare, e visto che il nostro trasferimento burocraticamente non è ancora stato ufficializzato, per evidenti motivi che riguardano questa storia, non abbiamo nemmeno la possibilità di far valere i nostri diritti in questa città.

 

Fin dai primi giorni successivi alla morte di Carmela, abbiamo sentito il bisogno di creare in sua memoria una associazione che si occupasse di tutelare i diritti dei minori e delle proprie famiglie, avendo constatato sulla nostra pelle che gli stessi, in uno stato come il nostro che si definisce democratico e civile, vengono completamente calpestati, anche in questo caso abbiamo dovuto schiacciare i nostri sentimenti e deciso di rimandare questo nostro desiderio, per evitare che anche ciò venisse strumentalizzato dalle stesse persone (ed il termine persone non mi pare certo appropriato in questo caso) che stanno facendo di tutto per intimidirci attraverso minacce più o meno velate di ritorsioni nei confronti degli altri nostri figli.

 

Avremmo continuato a starcene in silenzio, fino a quando tutte le indagini che sono in corso per accertare colpe e responsabilità delle violenze, degli abusi, delle punizioni ed umiliazioni che noi e Carmela abbiamo dovuto subire non sarebbero state chiuse, solo allora avremmo cominciato a denunciare pubblicamente ed urlare a tutti affinché venissero accesi i riflettori su questa vicenda in modo da non permettere a nessuno di potersi sollevare dalle proprie responsabilità.

 

In questi giorni, però, siamo venuti a conoscenza di fatti (che non hanno nulla a che fare con le indagini di cui sopra), che ci hanno letteralmente fatto perdere la pazienza, ed hanno ancora una volta infangato la nostra dignità di genitori, il nostro dolore, ed hanno profondamente offeso tutti i sacrifici che abbiamo e stiamo tuttora affrontando per andare avanti nel rispetto della giustizia nonostante essa non abbia ancora provveduto a rispettare noi, né tantomeno sappiamo ancora se abbia intenzione di farlo.

 

Nei prossimi giorni e, compatibilmente con le esigenze investigative (che non abbiamo certo intenzione di compromettere!), porteremo all’attenzione pubblica, attraverso questo blog, una serie di circostanze che in molti troveranno “scomode” (di cui proprio non riusciamo più a tacere e di cui siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità) ma, credeteci saranno la pura verità.

 

Restiamo comunque a disposizione di chiunque si senta vittima di soprusi, malservizi e umiliazioni per unirci a loro e far sentire insieme la nostra voce.

email: info@iosocarmela.org



{gennaio 22, 2008}   Ciao mondo!!

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